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Attività


 

Il percorso terapeutico ritengo sia caratterizzato da:

 

1. Richiesta del paziente: è il momento in cui il paziente si riconosce delle difficoltà e tale consapevolezza lo guida nel chiedere aiuto ad un professionista.

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2. Valutazione delle difficoltà descritte dal paziente attraverso il colloquio clinico e l’utilizzo di test/questionari psicologici. Lo scopo è indagare le difficoltà riferite, la sintomatologia psicologica presente e il funzionamento del paziente. Questa fase generalmente richiede 5/7 colloqui ed è fondamentale perché consente al terapeuta di raccogliere tutte le informazioni necessarie per continuare il percorso terapeutico.

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3. Restituzione: (1 colloquio) condivisione con il paziente di quanto emerso dalla valutazione, definizione di obbiettivi terapeutici di partenza e descrizione di strumenti (ad esempio EMDR, tecniche di rilassamento, esposizioni, tecnica degli ABC) e modalità (ad esempio cadenza temporale delle sedute) relativi al lavoro terapeutico.

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4. Terapia: vede coinvolti sia il paziente che il terapeuta in un processo di cooperazione volto al conseguimento degli obiettivi precedentemente condivisi. Con l'avanzare del lavoro terapeutico è importante monitorare l’andamento della cooperazione e della terapia stessa al fine di valutare da una parte quali obiettivi, tra quelli iniziali, siano stati raggiunti e quali no e dall'altra se ne siano emersi ulteriori nuovi, poiché il processo si avvia in un contesto che non è statico (la vita quotidiana del paziente), ma che evolve e si modifica. Per queste caratteristiche non è possibile stabilire a priori la durata globale di una terapia.

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TERAPIA COGNITIVO-COMPORTAMENTALE IN PILLOLE

 

La terapia cognitivo-comportamentale agisce su emozioni, pensieri e comportamenti.

 

Il malessere psicologico dipende spesso da ciò che siamo abituati a pensare e questi pensieri tendono a diventare nel tempo abitudini e, come capita per tutte le abitudini, si trasformano in automatismi e non ci facciamo quasi più caso: ci crediamo e sembrano immodificabili.

 

In realtà possiamo farci qualcosa: prendendo coscienza di questi pensieri è possibile rifletterci profondamente e metterli in discussione creando spazio per altri pensieri nuovi e “alternativi”, quindi più funzionali, che stimoleranno comportamenti diversi. Come ad esempio (utilizzando la tecnica degli ABC):

PERCHE' ANDARE

DALLA PSICOLOGA?

PER SAPERNE DI PIU'

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